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Bagni di Petriolo

Terme di Petriolo

Acque fresche, tiepide o bollenti; acque antiche e benefiche, sempre. Così benefiche da essere denominate Acqua Santa o addirittura Santissima, nel caso di Chianciano Terme.
Nelle Terre di Siena il benessere termale ha origini antichissime, certamente etrusche e romane: le Fontes Clusinae furono raccomandate dal medico personale dell'imperatore Augusto e probabilmente utilizzate anche dal poeta Orazio, mentre recenti ritrovamenti archeologici confermano l'esistenza di un gran numero di bagni, terme e piscine in luoghi la cui notorietà, trasmessa attraverso i secoli, è arrivata intatta fino ad oggi. Nel basso medioevo l'uso delle acque termali rientrava nel novero degli status symbol più elevati per pochi fortunati.
Delle Terme di Petriolo abbiamo la prima notizia nel 1130 e nel 1202 sappiamo della sottomissione a Siena, sottoscritta a Iesa assieme agli altri castelli dell'Ardenghesca, le prime notizie documentate dei "bagni" risalgono al 1230. Pochi anni dopo la gestione dei medesimi appare già organizzata secondo un sistema di affitto regolamentato dal comune senese.
Nella seconda metà del Duecento furono addirittura promosse ricerche di nuove vene termali, con l'ampliamento e il potenziamento dei bagni, tanto che la gabella relativa, di solito data in appalto, rappresentò un cespite notevole di introiti nella finanza pubblica senese del tempo.
Petriolo ebbe anche importanza strategica nell'ambito del territorio senese: per questo nel Trecento fu sede podestarile e poi vicariale, e nel secolo successivo ebbe una cinta muraria (1404-1419), poco dopo ulteriormente potenziata. La notorietà dei Bagni di Petriolo nel Medioevo fu notevole, stando anche alle testimonianze letterarie (quali i "Sonetti dei Mesi" di Folgore da San Gimignano) e vi soggiornarono personaggi illustri, tra i quali, almeno tre volte, tra il 1460 e il 1464, il pontefice Pio II
Poi, sotto la concorrenza di altri bagni del Senese, come quelli di Vignoni e di San Filippo, i Bagni di Petriolo decaddero e intorno alla metà del Cinquecento erano ormai abbandonati. Del complesso fortificato rimane il giro delle mura in pietra, salvo il lato orientale, con alcune torri. Interessante è il medioevale edificio delle Terme, costituito da un seguito di quattro locali con volte a crociera, di cui una sola integra, che si aprono verso l'esterno con quattro grandi arcate a tutto sesto, sorrette da pilastri ottagonali ornati di capitelli.
Nella nuova struttura, affiancata a quella originaria, si utilizza un'acqua solforosa termale (38-46 °C), che viene indicata come rimedio nelle malattie del ricambio, nelle forme artritiche e nella gotta.

vedi anche Riserva Naturale della Val di Farma